“Farmaci per diabetici, si trovi presto un accordo” | Stampa |

Ieri, 30 settembre, è scaduto l’accordo tra Federfarma e Regione Lazio relativo alla distribuzione dei presidi per le persone con diabete, causa interruzione del contratto.

Risultato: da oggi i pazienti che si recheranno in farmacia per ritirare il fabbisogno di strisce reattive e lancette per l’autocontrollo della glicemia, essenziale per la corretta gestione della malattia e per la prevenzione delle complicanze, in quanto organica ed integrante la terapia del diabete, non potranno riceverlo gratuitamente.

Federfarma, nonostante la diffida inviata ieri sera dalla presidente Polverini e dal Prefetto a tutte le farmacie regionali, ha bloccato la possibilità di utilizzo del sistema “webcare” da parte dei servizi farmaceutici Asl e delle strutture diabetologiche per l’inserimento dei piani terapeutici.

Le informazioni ricevute sono che da lunedì i servizi farmaceutici territoriali e le strutture Asl dovranno autorizzare la ricetta rosa del Mmg, previa verifica del piano cartaceo con l’indicazione di fruibilità, solo presso le farmacie comunali, poichè queste si sono dette disponibili a mantenere al momento il prezzo concordato.

Questo regime transitorio dovrebbe durare per un mese o fino al raggiungimento di un accordo.

Nell’attuale contingenza (piano di rientro, blocco del turnover, forte ridimensionamento delle risorse per la sanità pubblica, reintroduzione dei ticket etc…) pare veramente insostenibile l’arroganza di Federfarma nel pretendere il mantenimento di un accordo, che prevede un rimborso a striscia di 0,81 che è uno dei più alti in Italia.

Il ClaDiab, coordinamento laziale associazioni diabetici, e la vice presidente Lina Delle Monache denuncia tale situazione e si augurano che venga immediatamente preso un provvedimento d’urgenza che eviti ciò, nell’attesa che le parti (Regione e Federfarma) trovino un punto d’incontro utile, che tenga conto soprattutto degli interessi dei pazienti.

Già molte persone con diabete di tutto il Lazio, hanno telefonato alle associazioni preoccupati di dover pagare un diritto, ma soprattutto sperimentare sulla propria pelle un disagio e una preoccupazione che mai dovrebbero pesare sulla condizione psicofisica di una persona malata, ancor più se si tratta di malattia cronica.

Ciò che sta accadendo, contrasta con quanto sancito nel manifesto dei diritti della persona con diabete ove si afferma che: “Il sistema sanitario deve garantire alla persona con diabete l’uso di metodi diagnostici e terapeutici appropriati, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Il ClaDiab si impegna affinché sensibilità e senso di responsabilità prevalgano tra le due parti, nel tentativo di raggiungere un accordo più sostenibile ed equo, che possa sì consentire un risparmio nella spesa farmaceutica senza però gravare ulteriormente sulla sanità pubblica e soprattutto sulla qualità dell’assistenza e sui diritti degli assistiti.

 

ClaDiab

Presidente: Ignazio Parisi


Vicepresidente: Lina Delle Monache