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GIORNATA DI PREVENZIONE DEL DIABETE | Stampa |

Domenica 31 ottobre dalle ore 08,30 in P.zza M. Buratti a San Martino al Cimino si terrà la 23A Sagra della castagna e della caldarrosta. Nell'occasione stand enogastronomici, piatti tipici proposti ristoranti del posto, eventi folcloristici, visite guidate all'interno di Palazzo Doria Pamphilji e dell'Abbazia cistercense, pedalate ecologiche, giochi popolari, musica e degustazioni.

Durante questa giornata l'AGD Viterbo sarà presente con uno stand informativo dove verrà effettuato anche il monitoraggio gratuito della glicemia.

 
LA LOTTA AL DIABETE CON LA PENNA IN MANO | Stampa |

 

Prende il via il III° concorso letterario sul tema del diabete indetto dalla FDG

La Federazione Nazionale Diabete Giovanile ha indetto anche per il 2010 un concorso letterario dal titolo “Il diabete infantile e giovanile: le storie, i racconti”.

Lo scopo del concorso - ha dichiarato Antonio Cabras, Presidente della Federazione - è quello di consentire ad autori amatoriali di raccontare le loro esperienze dirette o indirette con il diabete. Ci rivolgiamo in particolare ai ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti e a tutti quelli che affrontano quotidianamente le difficoltà d’inserimento, per un giovane con diabete nella scuola, nello sport e nella vita”.

Per ciascun concorrente sarà ammesso un solo racconto, breve, originale e inedito, della lunghezza massima di tre cartelle dattiloscritte, da inviare alla segreteria del concorso presso “Marco Palomba, Piazza San Giovanni in Laterano, 48 – 00184 Roma”.

Il termine per la consegna dei racconti è il 31 ottobre 2010.

I migliori racconti saranno pubblicati sul sito www.fdgdiabete.it e gli autori verranno premiati nel corso di una cerimonia che avrà luogo a Roma  presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati il 25 novembre.

La FDG è una ONLUS, nata nel 1981 che coinvolge 14mila famiglie e riunisce le associazioni di 13 regioni italiane che si adoperano per migliorare le condizioni socio-sanitarie dei giovani con diabete.

Il diabete in età evolutiva, nel nostro Paese, è in crescente aumento e la diagnosi si è notevolmente abbassata fino alla più tenera età. Si calcola che nel nostro Paese ogni anno vengono diagnosticati 20.000 nuovi casi.

Per informazioni:
UFFICIO STAMPA FDG
Tel. 06.45.55.17.03

 

 
Viterbo, Palazzo dei Papi. Convegno | Stampa |

"IL BAMBINO CON DIABETE CRESCE: LA RETE DIABETOLOGICA STRUMENTO DI QUALITA' PER UN PASSAGGIO CONDIVISO". E' il titolo del convegno che si svolgerà presso il Palazzo dei Papi a Viterbo, con inizio alle ore 15.00 del giorno 11 Settembre 2010 a cura dell'AGD Viterbo.

PROGRAMMA:Programma convegno

 
Equipe di ricercatori italiani scopre la molecola che «spegne» il diabete. | Stampa |

Cari amici, le iniezioni di speranza sono sempre importanti per andare avanti.

Questa scoperta riguarda il diabete di tipo II e quindi purtroppo non i nostri bambini e giovani con il diabete di tipo I che è tutta un'altra cosa.

Ciò non toglie che prima o poi qualcosa non arriverà anche per loro ... la scienza non ci abbandonerà !!!!

Di seguito, pubblichiamo la notizia, che potrete trovare anche su Sanitanews.


ROMA - Una molecola potrebbe essere l'interruttore giusto per spegnere il diabete. Un'equipe di ricercatori dell'Università Cattolica di Roma è riuscita prevenire la comparsa del diabete nei topolini da laboratorio. Negli esperimenti è bastato mettere fuori uso il «p66shcA» (il gene dell'invecchiamento scoperto alcuni anni fa da altri ricercatori italiani) per impedire l'arrivo del diabete, anche a fronte di un'alimentazione squilibrata ed eccessiva che porta a sovrappeso e quasi sempre allo sviluppo di questa malattia. Se gli stessi risultati saranno riprodotti sull'uomo, forse p66 potrebbe divenire un'arma potente contro una delle epidemie del XXI secolo, sottolineano i ricercatori guidati da Giovambattista Pani e Tommaso Galeotti, dell'Istituto di patologia generale della Facoltà di medicina e chirurgia dell'ateneo capitolino.

RICERCA PUBBLICATA - La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences» (Pnas), è stata sostenuta da un finanziamento della European Association for the Study of Diabetes (Easd) e contribuisce a decodificare il misterioso filo rosso che lega alimentazione, metabolismo e invecchiamento.

«L'obesitá e la sindrome metabolica sono frutto di un eccesso calorico e in parte di una predisposizione genetica e sono legate al diabete 'alimentarè e all'invecchiamento accelerato - spiega Tommaso Galeotti, direttore dell'Istituto di patologia generale della Cattolica ed esperto di bioenergetica - anche se i meccanismi molecolari che partecipano a questo processo patologico, non sono completamente compresi». Il lavoro, cui hanno contribuito anche l'Istituto di fisica e quello di Biochimica della Cattolica, ha visto impegnati per diversi anni anche due giovani dottorandi di ricerca all'istituto di patologia generale dell'ateneo del Sacro Cuore, Sofia Chiatamone Ranieri e Salvatore Fusco.

IMPORTANTE SENSORE - Il gene su cui si sono concentrati i ricercatori, spiega Pani è il «p66shcA» e «agirebbe da 'sensore' dei nutrienti, favorendo non solo l'accumulo di grasso nelle cavie, ma anche e soprattutto l'insorgenza di iperglicemia e diabete. Infatti, topi obesi in cui questa proteina viene messa ko sono molto meno suscettibili allo sviluppo della malattia rispetto a cavie extralarge che però hanno il gene funzionante». Inoltre i topolini senza p66, benchè obesi, vivono anche più a lungo, a conferma del ruolo giá noto del gene sull'invecchiamento. Dunque, «p66shcA accorcia la vita, non solo attraverso il meccanismo dello stress ossidativo - prosegue Pani - ma anche informando le cellule, soprattutto quelle adipose, della presenza di un eccesso di cibo da assimilare». Bloccando quest'interruttore, «si possono quindi ingannare le cellule facendo loro percepire meno cibo di quello che si è realmente mangiato».

NIENTE FACILI ENTUSIASMI - Niente facili entusiasmi: non è l'elisir della magrezza eterna. Il blocco di p66, infatti, non preverrebbe tanto l'accumulo di grasso, ma solo le sue conseguenze negative sulla salute e la longevità. I risultati ottenuti dai ricercatori della Cattolica aprono alla possibilità di utilizzare p66shcA come bersaglio molecolare per nuove terapie contro il diabete.

«Un'applicazione futuribile, ma non immediata. Nondimeno esistono giá degli inibitori di p66 in corso di valutazione pre-clinica e il nostro studio continuerá anche in quella direzione», conclude Pani.

 
OGGI 2 CARABINIERI SONO ENTRATI NEI LOCALI DEL CENTRO PORTANDO SCOMPIGLIO TRA IL PERSONALE MEDICO E I PAZIENTI CI MERITIAMO QUESTO TRATTAMENTO? | Stampa |

Ci guardiamo indietro e ci  accorgiamo di quanta strada abbiamo fatto. Sono stati sei anni di lotte e come la definisco io  6 anni di“ passione per l’impegno” consapevoli che la voce di un singolo fa fatica a sentirsi nel “Mercato regionale della Sanità”. Il coro ha più incidenza ed è più difficile da ignorare. Sono stati anni di conquiste In particolare ABBIAMO lavorato organizzando corsi e soggiorni di istruzione per bambini, giovani ed adulti diabetici; (Campo educativi terapeutici), dove i nostri piccoli imparano a  SOMMINISTRARSI CORRETTAMENTE L’insulina e a gestire la malattia. Ci siamo battuti per l'accettazione sociale della malattia, promovendo iniziative per far conoscere il problema diabete all'opinione pubblica( tavole rotonde, dibattiti, Convegni, etc.) fornendo materiale didattico e mantenendo i contatti con le Organizzazioni Mediche e le Associazioni di Volontariato a livello Nazionale e Internazionale. Il tutto nell'interesse dei diabetici e delle loro famiglie, che con mezzi, informazioni e conoscenze adeguate potranno guardare con più serenità all'avvenire, poiché se è vero che dal diabete per ora non si guarisce, è altrettanto vero che con i mezzi attuali si può raggiungere un soddisfacente equilibrio metabolico e si può condurre una vita normale evitando le tanto temute malattie. Innumerevoli sono stati gli ostacoli da superare lungo questi anni, ma tantissime sono state le soddisfazioni per i tanti risultati positivi ottenuti, di cui il diabetico beneficia, spesso senza sapere che sono frutto di conquiste ottenute con l'impegno e il lavoro della nostra associazione. Determinante è stato il nostro lavoro per l’apertura di un centro diabetologico all’avanguardia  innovativo che prevede numerose figure professionali:  diabetologi, psicologi, dietisti, esperti nella cura del piede diabetico, (lil nostro è il secondo centro nel Lazio dove esiste questa figura) perchè Il diabete mal controllato può sviluppare serie e molteplici complicanze. I piani di intervento della AUSL DI VITERBO E DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE mirano alla realizzazione delle indicazioni scaturite dai più recenti studi dei bisogni socio-assistenziali definiti nelle "Linee guida per la cura dei bambini, adolescenti ed adulti affetti da diabete tipo 1 e 2 e gravidanza" delle Dichiarazioni di St. Vincent dall'O.M.S., e negli Atti d'Intesa Stato-Regioni.

Parole d’ordine sono i valori del reciproco rispetto, della partecipazione, della collaborazione, dell’impegno responsabile alla cooperazione e alla solidarietà’ nella propria città e nella propria Provincia.

ALLORA ci chiediamo: PERCHE’ a Viterbo non si può attuare una buona SANITA’ A COSTI MINIMI. CI CHIEDIAMO: PERCHE’ QUESTA INDAGINE DELLA PROCURA? Perché indagare su coloro che hanno creduto nella buona sanità a cominciare dal il Direttore Pipino, alla dott.ssa Cerimele, al Dott. Palumbo e al Dott. Foglia?  Perché un’ indagine sulla sanità che parte da lontano, coinvolge un servizio nuovo? Perche’ la regione interviene cercando di chiudere un centro senza giustificazione alcuna? PERCHE’ QUESTO ACCANIMENTO?

Chi è il BURATTINAIO CHE MANOVRA I FILI? E’ questo che noi mamme noi genitori noi diabetici vogliamo sapere!!!!

Per continuare ad esistere ed operare con continuità sul territorio, per continuare ad essere in prima fila e partecipi delle decisioni che riguardano il futuro di tutele persone con diabete, è assolutamente indispensabile

Il contributo di ognuno di voi, qualunque sia la sua natura, ma comunque utile per incoraggiare A LOTTARE chi, quotidianamente, mette a disposizione energie e risorse per poter operare al meglio.

Lina Delle Monache, Bruno Vincenti.

ASSOCIAZIONE DIABETICI PROVINCIA DI VITERBO

 
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