Home Notizie
Menu Principale
Area Utenti
Entra a far parte della nostra Community
Ricordami
SOSTIENI l'AGD Viterbo con il 5x1000
Siti consigliati
Vai al sito della Federazione Nazionale Diabete Giovanile
Le Chat: in chat con l'esperto
Notizie
Centro diabetologia a rischio chiusura | Stampa |
Viterbo - Compleanno amaro per la struttura e i suoi 2300 assistiti
Centro diabetologia a rischio chiusura
di Giuseppe Ferlicca
In un anno, più di ottomila prestazioni erogate, oltre 2300 pazienti in carico.
Il centro diabetologia è diventato una realtà di riferimento per i ventimila viterbesi che soffrono di questa malattia. Un aiuto e un sollievo per una struttura che non costa, al contrario. Sta facendo rientrare nella sanità viterbese pazienti che prima si rivolgevano altrove.
Eppure, al suo primo compleanno il pericolo è che non si soffi sulla candelina, ma che il centro possa sparire d'un soffio. Dal primo maggio, se non si risolve la situazione, il centro dovrà lasciare i locali utilizzati nella clinica sulla Tuscanese. Era nell'aria, ma la conferma arriva dal sindacalista Rocchi. Che fine farà?
Risposta che, al momento, rimane nel vento. Perché all'incontro per il primo compleanno mancava chi (forse) le risposte le conosce. Il direttore generale della Asl Adolfo Pipino, il direttore sanitario o un suo delegato.
“Sono rammaricata e dispiaciuta per quest'assenza – spiega Lina delle Monache, segretaria associazione giovani diabetici – il direttore è stato il primo a credere nel progetto e ci ha consentito di trovare i locali. Ultimamente le difficoltà sono aumentate. All'inizio c'era collaborazione, poi nonostante il successo riscontrato e il fatto che non chiedevamo risorse, la cosa si è diradata”.
Un anno ricco di soddisfazione per i pazienti, è stato altrettanto ricco di difficoltà per chi ha portato avanti il centro. “Per l'associazione – continua Lina Delle Monache - è stato difficile, con problemi e ostacoli a volte insormontabili”.
Oggi il traguardo di un anno. Stessa sala, nove mesi fa, il bilancio dei primi tre mesi. C'erano tutti. L'azienda sanitaria ai massimi livelli, politici di ogni parte. Il confronto è impietoso. “Questo mi preoccupa – dice il consigliere regionale Battistoni, presente insieme al sindaco Marini, Gabbianelli, Federici e Mantuano – non sapevo del primo maggio.
Ricordo l'altro incontro, bisognava fare a spallate per entrare. Oggi manca l'interlocutore principe, mancano molte persone. Ma c'è chi ci ha messo la faccia. Mi attiverò subito con in Regione e presso la Asl per capire come stanno le cose”. Non contano i numeri. “Che pure sono a favore del progetto – spiega Gabbianelli – ma le persone e questa è una causa impossibile da non sposare, visti i risultati”.
Mentre il capogruppo Pdl in Provincia Mantuano: “Da orgogliosamente diabetico – spiega – vi dico che qui o altrove, il centro continuerà a esistere”.Con il dottor Palumbo che invita a guardare il bicchiere mezzo pieno. Il centro adesso c'è. Adesso.
“Abbiamo ottenuto risultati straordinari con pochi soldi – sottolinea Lina delle Monache – un'assistenza di qualità elevata. Questo centro è il quarto in Italia e l'unico nel Lazio”.
Con numeri che lasciano poco spazio all'interpretazione. A Viterbo sono ventimila le persone che soffrono di diabete. Il centro ha abbattuto le liste d'attesa e oggi ha bisogno d'espandersi perché c'è una domanda in forte crescita, essendo l'unico che approccia il malato di qualsiasi età.
Da 350 visite mensili ad aprile 2010, si è passati alle mille dello scorso marzo. Con una spesa di 14mila euro è stato prodotto lavoro per settantaduemila euro. 8771 le prestazioni erogate, oltre 2300 i pazienti, 35 usufruiscono della terapia con microinfusore e 12 sono li sta d'attesa. Questi sono numeri. Se non dovessero bastare per comprendere, c'è la quotidiana realtà con cui la persona diabetica e i suoi familiari deve fare i conti.
“C'è Marco – ricorda la Delle Monache – con un figlio di quattro anni malato.
Gli insegnanti non se la sentivano di misurargli la glicemia e non lo hanno accettato. Io li rispetto, ma quando ho visto che non davano nemmeno la mano al piccolo per accompagnarlo fuori, diventa mancanza di rispetto.
Ogni bimbo ha diritto allo sport e alla scuola. Fortunatamente abbiamo trovato colleghe insegnanti che si sono rese disponibili.
Tra gli obiettivi che con l'associazione mi sono prefissa c'è quella che i bambini con questo problema possano frequentare la scuola e i genitori poter tornare al lavoro. Non fare il sacrificio che io ho fatto.
Ma oggi sono preoccupata per il futuro, molto preoccupata”.
tratto da tusciaweb.it
 
LE ASSOCIAZIONI DEI PAZIENTI, LE SOCIETA' SCIENTIFICHE, HANNO VINTO UNA GRANDE BATTAGLIA...LA LIBERTA' DI SCEGLIERE I GLUCOMETRI | Stampa |
Carissimi,
finalmente ce l'abbiamo fatta! La discussione sulla mozione relativa ai presidi diabetici è stata anticipata ad oggi e proprio pochi minuti fa è stata approvata all'unanimità, con il parere favorevole e gli apprezzamenti di tutti i gruppi parlamentari e del Ministro Fazio.
Questo è un primo ma importantissimo risultato che ci deve spronare ad andare avanti nel nostro impegno comune. Uniti possiamo raggiungere molti altri obbiettivi.
A presto
Emanuela Baio
Atto n. 1-00388
Il Senato, premesso che: i presidi sanitari sono strumenti essenziali per il controllo medico, per il decorso terapeutico di stati morbosi e/o invalidanti e in alcuni casi sostituiscono o integrano una parte mancante o danneggiata del corpo umano; il Servizio sanitario nazionale (SSN), in applicazione dell'articolo 32 della Costituzione e delle leggi vigenti in materia, eroga ai cittadini affetti da malattie i presidi diagnostico-terapeutici e ogni altro presidio sanitario volto alla cura di patologie croniche e/o invalidanti o a compensare le disfunzioni di alcune parti dell'organismo; per la patologia diabetica, ad esempio, il Servizio sanitario nazionale garantisce la somministrazione di tutti i presidi diagnostici necessari per la terapia vitale del paziente; nello specifico, la fornitura e la distribuzione concreta dei suddetti presidi sono svolte, alternativamente, in maniera diretta, mediante l'acquisizione dei presidi presso i distretti e i centri di diabetologia di Aziende sanitarie locali e ospedali, o in forma indiretta, attraverso l'approvvigionamento dei presidi presso le farmacie, a cui le competenti Aziende sanitarie locali corrispondono il dovuto rimborso; nell'ambito delle diverse regioni, e talvolta anche all'interno di un medesimo territorio regionale, i presidi diabetici sono erogati con diverse modalità e secondo differenti importi di rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale; nel Lazio, ad esempio, il prezzo unitario rimborsato dal SSN per ogni striscia reattiva di rilevazione della glicemia è pari a 0,81 euro, a fronte di un rimborso di 0,513 euro praticato in Lombardia e, proprio in tale ultima regione, detto rimborso si riduce a 0,125 euro nel distretto di competenza degli Ospedali civili di Brescia; a carico del bilancio dello Stato, quindi, gravano costi di diverso importo a fronte dell'erogazione di presidi identici e comparabili; in Italia solo il 60 per cento delle persone diabetiche pratica l'autocontrollo. Come accertato scientificamente, tale pratica consente un terapeutico regolare ed un rapporto medico-paziente più corretto ed efficace; un controllo glicemico costante consente quelle modifiche terapeutiche che favoriscono una minore insorgenza delle complicanze, cause di ripetuti ricoveri ospedalieri che limitano il benessere vitale e la regolare attività professionale del soggetto diabetico, consentendo anche un risparmio economico; tuttavia, in Italia ben il 40 per cento dei soggetti diabetici non è dedito a questa corretta prassi di autocontrollo della patologia attraverso la glicemia e il SSN deve contribuire a ridurre questa elevata percentuale; considerato che: alcune Aziende sanitarie avevano indetto, e successivamente revocato, gara pubbliche per la fornitura di presidi diabetici adottando l'unico criterio del prezzo più basso senza considerare le indicazioni provenienti dai diabetologi e prescindendo dalla valutazione del quadro clinico e dello stile di vita di ogni singolo paziente; a causa dell'immissione nel mercato di dispositivi privi degli essenziali requisiti di qualità e che rilevavano in maniera errata il tasso di glicemia nel sangue, si è provveduto al conseguente ritiro per evitare gravi danni ai pazienti diabetici, impegna il Governo: a promuovere una corretta diagnosi e terapia delle patologie croniche, come il diabete, o di altre affezioni invalidanti e ad ammettere all'utilizzo nazionale una pluralità di dispositivi medici che siano conformi ai requisiti della normativa comunitaria e alle innovazioni tecnico-scientifiche e rispondano alle esigenze cliniche e personali dei pazienti; a provvedere alla redazione di linee guida di riferimento per la fornitura dei presidi diabetici al fine di garantire la qualità dei dispositivi, la libera scelta del paziente, un'uniformità su tutto il territorio nazionale e un risparmio della spesa pubblica.
Pubblicato il 15 marzo 2011
Seduta n. 520
 
Speciale Patenti Guida: cosa cambia davvero per chi ha il diabete? | Stampa |
Sui reali contenuti del nuovo Decreto che modifica, fra le altre cose, le modalità di concessione e rinnovo della patente di guida alle persone con diabete, circolano allarmismi e informazioni parzialmente errate.
DECRETO 30 novembre 2010
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
(Gazzetta Ufficiale N. 301 del 27 Dicembre 2010)
Recepimento della direttiva 2009/112/CE
della Commissione del 25 agosto 2009,
recante modifica della direttiva 91/439/CEE
del Consiglio concernente la patente di guida (10A15247)
Il Decreto del Ministero Trasporti e la sua interpretazione stanno indubbiamente determinando nel mondo diabetologico, sia per quanto riguarda le persone con diabete, sia per quanto riguarda i diabetologi, un certo grado di confusione e di allarmismo.
Alcuni recenti articoli della FDG affermano con preoccupazione che  in ottemperanza a una direttiva comunitaria, si  rischia di trasformare la concessione e il rinnovo della patente di guida in un incubo per le persone con diabete. Il decreto, infatti, stabilisce, non con chiarezza, che il diabetologo curante è tenuto a comunicare alla Motorizzazione Civile, per l'adozione dei relativi provvedimenti, eventuali crisi di ipoglicemia dei suoi pazienti. Un compito che spetta al diabetologo curante, ma che farà sì che il diabetico eviterà di comunicare al proprio medico eventuali crisi con il risultato di una terapia farmacologica non idonea al proprio caso clinico. Il decreto non solo contravviene alla legge sulla privacy, ma mina il rapporto medico paziente inducendo quest'ultimo a non comunicare gli eventi con serie conseguenze sui livelli assistenziali. In realtà nel Decreto non è scritto con chiarezza chi deve fare la segnalazione, così come, cambiando disciplina, non è scritto chi debba fare la segnalazione di traumi cranici. Sarebbe pertanto opportuno aspettare le prossime Linee Guida applicative ed interpretative.
I problemi principali del recente Decreto sono essenzialmente:
1. la durata della validità della patente e
2. la segnalazione delle ipoglicemie gravi e ricorrenti e delle eventuali modifiche di terapia ipoglicemizzante.
Per quanto riguarda la durata della validità della patente:
questa si abbassa a non più di 5 anni, anche per gli infra50enni, per le patenti A,B,BE e a non più di 3 anni per le patenti C,D,DE, ma solo per i pazienti in terapia con insulina o con farmaci insulino-stimolanti (che possono indurre ipoglicemie gravi), mentre per i pazienti in terapia solo dietetica e/o con farmaci che generalmente non inducono ipoglicemie gravi il limite massimo di durata può essere fissato secondo i normali limiti di legge previsti in relazione all'età.
Per quanto riguarda la segnalazione delle ipoglicemie o delle modifiche di terapia ipoglicemizzante, nell'ultima bozza redatta dalla Commissione interministeriale era previsto che le segnalazioni fossero a carico del "candidato/conducente con diabete", ma nel Decreto del Ministero Trasporti il "candidato/conducente con diabete" è scomparso, così come non sono stati ricompresi nel Decreto i modelli di certificato diabetologico che erano stati preparati dalla Commissione per inviare il paziente al medico monocratico con funzioni medico-legali per le patenti A,B,BE, e per "accompagnare" il paziente in Commissione Medico Legale per le patenti C,D, DE.
Il Ministero della Salute ritiene che le segnalazioni debbano essere fatte dal paziente; per questo motivo, anche su input del Ministero Trasporti, ha redatto delle Linee-Guida applicative del Decreto: che comprendono i modelli di certificato diabetologico, che chiariscono chi debba fare le segnalazioni e che, per una maggiore tranquillità del diabetologo, prevedono anche dei moduli, con i riferimenti normativi, che il diabetologo consegnerà al paziente insieme al certificato diabetologico, con l'invito a segnalare quanto previsto dal Decreto.
Le Linee-Guida sono attualmente al vaglio del Consiglio Superiore di Sanità.
ASSOCIAZIONE GIOVANI E ADULTI CON DIABETE
 
GARA D’APPALTO UNICA IN CAMPO NAZIONALE PER LA FORNITURA DEI PRESIDI E DEGLI AUSILI TECNICI ALLE PERSONE CON DIABETE | Stampa |

Il 15 di febbraio si è tenuto il primo incontro  con la Concessionaria Servizi Informativi Pubblici -  CONSIP  -  del Ministero dell’Economia  e delle Finanze nelle persone delle dott.sse Spagnolo ed  Esposito.  Era presente la Senatrice Baio, Presidente del Comitato per i Diritti della Persona con Diabete e le Associazioni dei pazienti, per la Federazione Nazionale Diabete Giovanile il presidente Antonio  Cabras.

Il problema per la  CONSIP  nasce in seguito alla sentenza  dell'antitrust del 2003, che ha condannato tutte le Aziende dei presidi per aver fatto cartello e nella sentenza è scritto che si deve dare un monoprodotto, partendo dal presupposto che tutte le strisce sono uguali. Questa sentenza, dal punto di vista procedurale, vincola la CONSIP impedendole di  poter argomentare in modo adeguato per la non adesione alla sentenza del 2003, dichiarandosi consapevoli delle difficoltà esistenti.

Dopo un acceso confronto, il Presidente Cabras ha sostenuto che la libertà di scelta del trattamento dei 15mila bambini e giovani con diabete, che rapppresenta, spetti al medico e alla persona con diabete. Questo ha il diritto non solo di essere curato e trattato, ma  nei termini in cui desidera, e  confacenti alla propria condizione sociale e culturale, dunque di decidere congiuntamente al curante a quali mezzi sottoporsi, principio sottoscritto dal DL 502/92.

Ha manifestato la preoccupazione che attraverso la gara unica nazionale non sia garantita la qualità e l’affidabilità del prodotto, e che gli strumenti non rispondano alle reali necessità dei pazienti. Il tutto potrebbe pregiudicare la qualità di vita e vanificare il diritto alla salute, che deve essere posta al di sopra di bandi e di gare.

La priorità è il benessere psicofisico dei 15mila bambini e giovani con diabete e non vede altri interessi che possano condizionare questo diritto, per questo ritiene che la CONSIP non sia competente a considerazioni e azioni sotto l’aspetto socio sanitario, ma risponda esclusivamente all’efficienza economica.

Si sono prospettati i problemi di un'asta monoprodotto: cambiare a centinaia di migliaia di pazienti il reflettometro è impossibile per le risorse da mettere in campo .

In modo chiaro e netto è stato detto a CONSIP  dalla Senatrice Baio e dalla Fdg  NO alla gara d'asta.

E’ auspicabile che il Ministero della Salute, unico referente per la Fdg, ponga non solamente all’attenzione della CONSIP (facente capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze) la gara d’appalto relativa all’automonitoraggio della glicemia domiciliare, ma presti l’attenzione dovuta affinchè questo sia considerato un atto medico e un percorso educazionale diagnostico e terapeutico, dunque si inserisca tra gli interventi sanitari in diabetologia.

 
Diabete, da lunedì raggiunta una nuova tappa per la costruzione del percorso integrato di assistenza alla persona | Stampa |

VITERBO – (m) L’emoglobina glicosilata (HbA1c) è ormai da tempo l’esame di laboratorio di riferimento per la diagnosi e il follow-up del diabete.

Infatti alcuni studi scientifici importanti come il Diabetes Control and Complications Trial (DCCT) e l’UK prospective Study (UKPDS) condotti rispettivamente negli Stati Uniti e in Inghilterra negli anni ’80 e ’90 hanno dimostrato che l’incidenza delle complicanze del diabete, sia di tipo I che di tipo II, è correlata alla qualità del compenso metabolico e quindi all’HbA1c che ne è l’espressione. L’HbA1c infatti riflette la glicemia media degli ultimi 2-3 mesi e la sua valutazione ogni 3-6 mesi consente al diabetologo di valutare l’andamento della malattia e di modificare la terapia qualora fosse necessario.

Sino ad ora in Italia e nel resto del mondo i valori di HbA1c venivano espressi in % di HbA1c sul totale di HbA, ma negli ultimi anni l’International Federation of Clinical Chemistry and Laboratori Medicine (IFCC) ha lavorato per la standardizzazione mondiale della misura di HbA1c ai fini di una sempre maggiore precisione ed ha proposto l’introduzione di una nuova unità di misura ed in particolare mmol/mol.

La nuova metodica di determinazione dell’HbA1c e la nuova unità di misura sono state adottate anche dal laboratorio analisi della Ausl di Viterbo e naturalmente anche dal laboratorio a cui fa riferimento il Centro Diabetologico Aziendale collocato presso la Nuova Clinica Santa Teresa.

A questo proposito a partire da lunedì 21 febbraio una nuova tappa per la costruzione del percorso integrato di assistenza alla persona con diabete verrà finalmente raggiunta. Per i pazienti seguiti dal Centro Diabetologico Aziendale sarà possibile infatti effettuare presso il laboratorio analisi della Nuova Santa Teresa, con l’impegnativa del Diabetologo del Centro stesso, tutti i prelievi necessari compresa l’HbA1c. Per quanto riguarda quest’ultima, a garanzia della qualità dell’assistenza, va sottolineato che essa verrà eseguita con la stessa strumentazione e unità di misura del laboratorio analisi di Belcolle.

Il dosaggio dell’HbA1c, così come altri esami di laboratorio, non necessita di digiuno. Va peraltro aggiunto che, al fine di non rendere meno affidabile il risultato di altri esami che potrebbero essere richiesti con il medesimo prelievo, il personale del Centro Diabetologico Aziendale darà ai propri pazienti le giuste indicazioni sulle modalità di esecuzione del prelievo stesso.

 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 5 di 11
Ulti Clocks content
Archivio Articoli