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Trapianto di cellule beta per dire addio all'insulina. | Stampa |
 Trapianto di cellule beta per dire addio all'insulina.

Dall'italiano Camillo Ricordi una una soluzione per i diabetici di tipo1.

Al San Raffaele di Milano e all'Ismett di Palermo fra pochi mesi partirà la sperimentazione per il trapianto di cellule beta per il trattamento del diabete di tipo 1. L'italiano Camillo Ricordi, ha ideato e messo a punto una tecnica che prevede il prelievo di pancreas da donatore cadavere, la preparazione e l'isolamento delle isole di Langherans che contengono le cellule beta le quali producono l'insulina. Ma ora il gruppo di ricercatori che lavora con Ricordi ha fatto un altro passo avanti: ha messo a punto un micro strumento che fa crescere le cellule beta permettendo ai vasi del sangue di penetrare ed entrare in contatto con l'insulina prodotta.
Il trapianto viene effettuato inserendo le cellule nel fegato del malato di diabete di tipo 1 attraverso una piccola sonda che passa nel sistema venoso. Qui le cellule si mantengono in vita producendo l'insulina necessaria. All'istituto San Raffaele di Milano sono stati gia' eseguiti 20 trapianti con il metodo Ricordi, ma presto saranno effettuati altri interventi, mentre all'Ismett di Palermo si comincera'
tra 3-4 mesi, giusto il tempo per terminare la preparazione degli specialisti.
In Italia potrebbero beneficiare della tecnica messa a punto dal ricercatore italiano circa 30 mila malati di diabete di tipo 1.
Intanto negli Usa gli studi sull' Exenatide hanno dimostrato che si può ristabilire mediante questa sostanza l'attività delle cellule pancreatiche che generano insulina (le cellule beta).

venerdì 23 settembre 2005 (fonte Ansa)
 
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